~Vampire Hunter D~

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Recensione
Charlotte Elbourne
view post Posted on 11/10/2008, 09:53Quote

Utente cancellato






“The distant future… Vampires rule the night,
but their numbers are dwindling. With huge bounties
on their heads a class of hunters has emerged.
Bounty Hunters. One hunter is unlike all the others.
He is a Dhampir – a half human, half vampire.
At war with himself, feared by all, tortured
and alone, he is… Vampire Hunter D.”

In un futuro distante i vampiri governano la
notte, ma il loro numero sta diminuendo. Viste le
enormi taglie sulle loro teste, una nuova classe di
cacciatori è emersa: I Cacciatori di Taglie. Ognuno
di loro è diverso dagli altri. Lui è un “Dhampir”,
metà umano e metà vampiro. In guerra con
sé stesso, temuto da tutti, torturato e solo. Lui è
Vampire Hunter D.
Così comincia questa storia per il grande
schermo, la seconda ispirata al personaggio
del “vampire hunter” (la prima vide la luce
nel lontano 1985) tratto da una serie di romanzi
(12 per la precisione raccolti in 19 volumi) ideati
da HIDEYUKI KIKUCHI e illustrati da YOSHITAKA
AMANO. In questo film d’animazione, scritto e diretto
da YOSHIAKI KAWAJIRI, il regista punta sulla
spettacolarità delle azioni. Kawajiri mantiene lo
stile già espresso in altre sue opere dove dedica
grande spazio ai combattimenti, come La Città
delle Bestie Incantatrici, Ninja Scroll e uno dei
suoi ultimi capolavori, l’episodio Program in Animatrix.
Non tralascia però di caratterizzare i suoi
personaggi, dotandoli di un dilemma interiore, di
una solitudine che sembra pervaderli nel profondo,
e spesso di una gentilezza che sorprende.
L’ambientazione è di stampo gotico, con oscure
notti ed assolatissimi giorni, un misto tra la tipica
storia di vampiri e un western all’Italiana di
Sergio Leone, il tutto accompagnato dalle musiche
di MASSIMO D’AMBROSIO che si adattano perfettamente
ad ogni scena, pervadendo l’opera con
una soffusa malinconia affiancata da un’azione
piuttosto sfrenata.
Il mondo in cui si muovono i personaggi è
talmente lontano nel futuro da perdere quasi ogni
corrispondenza con la nostra realtà. La Terra è popolata
da vampiri ed umani, che sembrano dividersi
rispettivamente la notte ed il giorno; esistono
poi altre creature, alcune con poteri ed aspetto
che ricordano quelli dei Morlock della Marvel
(deformi e schivi mutanti che vivono nelle fogne),
altre simili a mante giganti che solcano le sabbie
del deserto.
Inoltre c’è la “mano parlante” di D, la sinistra:
essa racchiude un “simbionte” che aiuta il vampire
hunter con la sua capacità di aspirare le anime
dei vampiri. La mano è ironica, snervante, paurosa,
ma tutto sommato tiene compagnia. Spesso
la si vede cercare di stabilire con D un rapporto
di amicizia, con scarso successo (il fallimento di
quasi tutti i legami tra i vari personaggi è un po’
un leit motiv nella storia).
In questo mondo distante, la civiltà è regredita
in stile post-apocalittico, con devastazioni, deserti
senza fine e grandi strutture delle epoche passate
ormai lasciate a se stesse.
Il denaro gioca ancora un ruolo molto importante;
tutto infatti si compra, anche i servizi di
quei Cacciatori di Taglie che, come D o l’umana
Leila, hanno come unica missione nella vita quella
di sterminare la razza dei vampiri, mossi da uno
spirito di vendetta senza precedenti.
I Vampiri di questa realtà sono molto “stokeriani”:
nobili, affascinanti e ricchi. Sono inclini
all’inganno, spietati e designati a dominare il
mondo, anche se alcuni vivono in funzione del
mito della “Città della Notte”, sita nello spazio siderale;
è questo un luogo dove i vampiri possono
vivere in pace senza essere braccati, mantenendo
la loro dignità di nobili immortali.
È questa l’aspirazione di Meier Link, un conte
vampiro che si è innamorato – ricambiato – di una
giovane di ricca famiglia: Charlotte Elbourne.
Intenzionati a coronare il loro sogno d’amore
in un luogo lontano dai pregiudizi, i due amanti
inscenano un rapimento e si affidano a Carmilla,
una vampira molto antica che offre loro – apparentemente
in cambio di nulla – una navetta spaziale
con cui raggiungere la leggendaria città.
In realtà, lo scopo della sanguinaria creatura
della notte, capace di proiettare illusioni così veritiere
da ingannare gli stessi vampiri, è quello di
procurarsi sangue fresco di vergine (probabilmente)
per resuscitare il suo corpo morto da tempo.
Il padre di Charlotte, un uomo provato dalla
vita (come dimostra la sua condizione di invalido)
e realista, offre una taglia per recuperare la
ragazza, viva nella migliore delle ipotesi, o senza
testa se la mutazione in vampiro avesse già avuto
inizio. Conosce i rischi e sa a chi rivolgersi.
Sempre il denaro fa la differenza tra il vivere
ed il sopravvivere. Lo si desume dai prezzi: un
cavallo costa trecentomila dollari, recuperare la
ragazza ne costa venti milioni, mentre ricevere
protezione dalle migliori guardie del corpo ben
cento milioni di dollari. Questo è il prezzo pagato
da Meier per comprarsi l’aiuto dei Barbaroi, un
gruppo di demoni che si vendono – ma con dignità
ed onore – al miglior vampiro offerente, proteggendolo
poi a costo della loro stessa vita.
Meier fa bene a sentirsi in pericolo. Sa che durante
il giorno è vulnerabile perché non può sopportare
la luce del sole e, dovendo viaggiare a tappe,
gli serve qualcuno che lo difenda nei momenti
in cui è costretto a riposare nella sua bara.
Vampire Hunter D non è il solo comunque
sulle tracce del conte; alla caccia, su una specie
di pulmino corazzato con le finestre a forma di
croce, partecipano anche i fratelli Markus, quattro
ragazzi con abilità molto particolari.
Borgoff è il maggiore, il capo carismatico
della banda, con una mira esagerata è in grado
di scagliare frecce d’argento tramite una balestra
attaccata direttamente al braccio; Kyle è il mago
dei pugnali rotanti; poi c’è Nolt , il tipico forzuto
di poche parole (e, quelle poche, neanche troppo
intelligenti); infine troviamo Grove, malato ma
capace di proiettare la sua forma
astrale fuori dal corpo, e di
emanare da essa raggi d’energia
davastanti.
Con i quattro fratelli viaggia
Leila, una ragazza che loro hanno
accolto nella famiglia quand’era
ancora bambina dopo che
i parenti le erano stati sterminati
dai vampiri. Leila è una dei coprotagonisti
dal carattere più
sfaccettato. È solitaria, un poco
dispotica, sicura di sé ma allo
stesso tempo fragile e bisognosa di affetto.
A contrastare i fratelli nella caccia a Meier ci
sono, come accennato, i Barbaroi, dai poteri sorprendenti:
Benge è capace di fondersi con le ombre
e divenirne parte, oltre a poter plasmare una
realtà dimensionale all’interno del proprio mantello;
la seducente Caroline ha l’incredibile abilità
di adattare il corpo a qualsiasi materiale con cui
entri in contatto; e Mashira possiede poderosi artigli
e un’impressionante testa di lupo che gli esce
dallo stomaco.
E, in mezzo ai contendenti, naturalmente, c’è
D, il Dhampir; egli possiede gli stessi poteri di un
vampiro ma senza le sue debolezze.
I Barbaroi hanno dunque come scopo quello
di fermare i cacciatori per permettere a Meier e
Charlotte di raggiungere il castello di Carmilla; i
fratelli Markus e lo stesso D cercano di recuperare
la ragazza prima che questa venga vampirizzata.
Una lotta crudele in cui non di rado i ruoli cacciatori/
prede e buoni/cattivi s’invertono.
È limitativo infatti inquadrare i protagonisti
come stereotipi. A tratti ci troviamo quasi in un
clima da shojo manga sofisticato, dove i personaggi
maschili sono tutti belli, vestiti a regola
d’arte, tenebrosi ed affascinanti, pronti a tutto per
salvare chi stia loro a cuore, altre volte li vediamo
combattere brutalmente per del vile denaro, trattare
il prossimo con tracotanza e uccidere senza
pietà chiunque si pari sulla loro strada.
In certi momenti gli spettatori si troveranno
addirittura a parteggiare per Meier, commossi dall’intensità
del sentimento che lo lega a Charlotte,
e dallo spirito di sacrificio che più volte i due
amanti manifestano; lui disposto perfino ad uscire
alla luce del sole, prendendo fuoco, pur di salvare
lei, e lei che corre ad abbracciarlo giurandogli ancora
e sempre amore eterno.
Questa ed altre scene, come nel passo in cui
Leila toglie l’anello dal dito di Charlotte – ormai
trasformata in vampiro da Carmilla – gettandolo
giù dalle scale, in una sequenza rallentata di
fotogrammi riflessi, fanno di Vampire Hunter D:
Bloodlust un capolavoro.
Il film è stato supportato del resto da un budget
altrettanto maestoso, e da un lancio in grande
stile. La prima in America fu presentata il 24 Agosto
del 2001 al Museo Egizio di Hollywood (uno
tra i più famosi al mondo), con queste frasi:
The tables turned,
(La situazione si è capovolta)
The secrets revealed,
(I segreti sono stati rivelati)
And the hunters have become the Hunted.
(e i cacciatori sono diventati le prede)
This is Vampire Hunter D
(Questo è Vampire Hunter D)
and all is not as it seems…
(e tutto non è come sembra…)
Grandi combattimenti, illusioni, trabocchetti e
molto di più aspettano il pubblico.
Per coloro che volessero averne un assaggio,
esiste un video musicale di Moonlight Shadow in
versione remixata, che circola in Internet, dove
vengono utilizzate proprio le scene di Vampire
Hunter D: Bloodlust. Veramente da non perdere.

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